
La medicina sociale come disciplina autonoma inizia ad essere oggetto di studio in Italia nei primi anni del secolo scorso, grazie al Prof. Ettore Levi, fondatore nel 1922 dell'Istituto di Igiene Previdenza ed Assistenza Sociale (IPAS), oggi Istituto per gli Affari Sociali.
L'Istituto nasce come Opera Pia e si caratterizza quale centro di studi e ricerche sulle cause delle malattie sociali e sui danni morali ed economici che da esse derivano all'individuo e alla comunità. Accanto a questa funzione, l'ente è anche impegnato nell'individuazione di strumenti di prevenzione e protezione sociale e nell'educazione sanitaria capillare, indirizzata alla popolazione in generale, alle scuole e ai posti di lavoro.
Nel gennaio del 1922 viene pubblicato il primo numero della rivista Difesa Sociale.
Nel 1928 l'Istituto è trasferito alle dipendenze della Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali (CNAS) quale "Organo Nazionale di documentazione e di propaganda per l'igiene del lavoro e la previdenza sociale". Nel 1933, la CNAS si trasforma in Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale e all'IPAS è affidata la funzione di propaganda sanitaria.
Nel 1942 l'IPAS assume la denominazione di Istituto Fascista di Medicina Sociale e costituisce il centro nazionale per lo studio e la propaganda nel campo dell'igiene del lavoro e della previdenza sociale.
Nel 1961 è riorganizzato quale centro nazionale di studi sugli aspetti medico-sociali del lavoro umano, anche in rapporto ai sistemi della previdenza e dell'assistenza sociale; assume la denominazione di Istituto Italiano di Medicina Sociale e viene sottoposto alla vigilanza del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale d'intesa col Ministero della Sanità. Successivamente, nel 1986, l'Istituto Italiano di Medicina Sociale è inserito nel comparto della ricerca con D.P.R. n. 68.
Dal 1994 al 2008 è tra gli organismi incaricati di svolgere attività di informazione, consulenza e assistenza in materia di prevenzione, sicurezza e salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro, in particolare nei confronti delle imprese artigiane, delle piccole e medie imprese e delle rispettive associazioni dei datori di lavoro, ai sensi dell'art. 24 del D.Lgs. n. 626/94.
L'Istituto, inoltre, è tra gli organismi deputati a rilasciare l'attestato di frequenza al corso di formazione obbligatorio, destinato ai coordinatori per la progettazione e l'esecuzione dei lavori nei cantieri temporanei e mobili, ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008.
Nel dicembre 2007 è sottoposto alla vigilanza esclusiva del Ministero della Solidarietà Sociale, attuale Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ed assume la nuova denominazione di Istituto per gli Affari Sociali.