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Relazione introduttiva

Torino, 2-3 ottobre 2009

La Terza Conferenza nazionale sulle politiche della disabilità, promossa dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali - in collaborazione con la Città di Torino e con il supporto dello IAS (Istituto Affari Sociali) - rappresenta un importante appuntamento per una comune riflessione ed un confronto tra le istituzioni, il mondo delle associazioni e la società civile sullo stato delle politiche e dei processi di inclusione delle persone con disabilità.

La Conferenza assume una rilevanza del tutto nuova, segnando infatti il punto di partenza del processo di recepimento ed attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità approvata dall'Assemblea dell'ONU il 13 dicembre 2006 e ratificata dal nostro Parlamento con legge 3 marzo 2009, n. 18.

Un "passaggio epocale", come è stato definito a suo tempo, sul piano giuridico per le ricadute che una convenzione - quindi un atto vincolante - determina per ogni singolo Stato, nonché per il ruolo primario che le associazioni di rappresentanza delle persone con disabilità hanno avuto nel corso di tutto il processo di elaborazione: la prima Convenzione internazionale realmente partecipata.

L'Italia, grazie allo sforzo congiunto di istituzioni e associazioni, ha saputo assicurare un contributo fondamentale nella definizione del testo e ha mantenuto fede a tale impegno con una sollecita approvazione nazionale.

La Convenzione chiede innanzitutto agli Stati membri di operare un cambiamento profondo che è prima di tutto culturale: "traghettare" definitivamente gli interventi in favore delle persone disabili da una modalità settoriale, frammentaria, "speciale" ad un approccio globale, di meanstreaming per la costruzione di una società pienamente inclusiva, di un ambiente a misura di tutti.

Un approccio, quindi, che sancisce l'universalità, l'individualità, l'interdipendenza e l'interrelazione di tutti i diritti umani e le libertà fondamentali e la necessità di garantirne il pieno godimento da parte delle persone con disabilità senza discriminazioni (Preambolo lett. c).

Un approccio che - guardando da vicino ai principi della Classificazione internazionale della disabilità (ICF), pur senza menzionarla esplicitamente - riconosce la disabilità come il risultato dell'interazione delle condizioni della persona con un ambiente sfavorevole e quindi un'interazione tra diverse dimensioni e condizioni della persona con il contesto sociale ed ambientale, reciprocamente influenti.

In tale prospettiva la Conferenza, partendo dalle dichiarazioni della Convenzione, si pone quindi l'obiettivo di verificare lo stato di attuazione delle politiche di inclusione e di sostegno alle persone con disabilità e alle loro famiglie, individuando sette ambiti prioritari per attivare quel cambiamento che la Convenzione richiede. Sono temi strettamente correlati, a partire dal primo tassello, fondamentale per il riconoscimento ed il rispetto dei diritti e della dignità della persona con disabilità, e cioè la definizione di modalità di valutazione innovative e quindi di presa in carico e progettazione personalizzata.

Si affronteranno poi le problematiche legate all'inserimento lavorativo, con l'obiettivo di individuare strumenti innovativi per elevare realmente il livello di partecipazione dei lavoratori con disabilità al mondo del lavoro; ma anche quelle legate al miglioramento della qualità dell'offerta dei servizi, per conseguire l'obiettivo definitivo della de-istituzionalizzazione attraverso un sistema di Welfare - come delineato nel Libro Bianco - in grado di promuovere la vita indipendente, la domiciliarità, anche grazie ad un appropriato sostegno alla famiglia.

La Convenzione riserva disposizioni specifiche per la tutela di donne e minori con disabilità che per la loro specifica condizione sono esposti al rischio di multidiscriminazione, aspetto sul quale il gruppo di lavoro farà le proprie riflessioni.

La "Conferenza della Convenzione" non può non dedicare una riflessione specifica al tema dell'ambiente, dell'accessibilità, dello sviluppo delle ITC: sono i principi fondamentali della Convenzione per costruire un ambiente a misura di tutti, che sia facilitatore secondo la Classificazione ICF e non una barriera come ancora troppo spesso accade nel nostro Paese. L'ICF è anche alla base della riflessione condotta nel gruppo di lavoro dedicato agli stati vegetativi come paradigma delle disabilità estreme.

E infine il tema della salute mentale ed i percorsi di inclusione verrà affrontato per la prima volta in una conferenza nazionale. Le disabilità mentali ancora oggi - nonostante l'emergenza riconosciuta anche sul piano internazionale per la crescita considerevole di tali fenomeni - sono troppo spesso nascoste e quindi affrontate in maniera non sempre appropriata.

Ognuno di questi temi trova il suo fondamento in un articolo della Convenzione e sul piano nazionale ha già ricevuto attenzione attraverso una produzione normativa che in alcuni casi ha posto il Paese  all'avanguardia. Come rendere oggi la normativa pienamente coerente con gli impegni internazionali? Come implementare i processi di inclusione delle persone con disabilità entro l'architettura istituzionale nazionale che pone sullo stesso piano di responsabilità i diversi livelli di governo? Come rafforzare la partecipazione di tutti gli attori del Terzo settore, ed in particolare delle associazioni di rappresentanza delle persone con disabilità secondo il principio del "niente su di noi, senza di noi"?

L'impegno comune è quello di verificare e suggerire, con la partecipazione attiva di esperti, rappresentanti delle istituzioni, famiglie, operatori e volontari, la giusta dotazione di strumenti, servizi territoriali e opportunità.

Tracciare il punto sulle condizioni di vita delle persone con disabilità e raccogliere proposte per un organico progetto di rilancio delle politiche ad hoc costituirà la base di lavoro dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, di cui alla legge 18/09, per una organica proposta in ordine ad un programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità, in attuazione della legislazione nazionale e internazionale.


 
 

Ultimo aggiornamento: 16 dicembre 2009