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Progetto di ricerca MUSICA E MINORI - Linee metodologiche per la scuola dell'infanzia e il primo ciclo della primaria

 

Introduzione

Presupposto della presente proposta metodologica è la capacità della musica di favorire la socializzazione e la possibilità di utilizzare i suoni per favorire lo sviluppo cognitivo, espressivo ed emotivo del bambino.

 

Obiettivi del progetto

Obiettivo generale dell'intervento è favorire la conoscenza di sé e degli altri e l'incontro e l'accettazione dell'altro, e quindi la socializzazione, attraverso la proposta di un percorso di crescita che utilizza la musica, in tutte le sue forme, come strumento privilegiato.
Si tratta di compiere un percorso che coinvolga l'intera sensorialità del bambino aiutandolo a stabilire un contatto con il suo mondo interiore, con le sue esigenze, anche con le sue difficoltà. L'attività musicale può così favorire la costruzione di un'alleanza tra tutti i bambini, sostenuti e aiutati nella strutturazione di sé, nel rafforzamento della propria autostima e identità.

 

In particolare, scopo dell'intervento è quello di:

  1. catturare l'attenzione e coinvolgere i bambini in una cornice "fantastica", attraverso l'utilizzo di fiabe;
  2. sviluppare le capacità di ascolto con il corpo, ascolto emotivo, ascolto per sensazioni e immagini, ascolto-sogno-"viaggio";
  3. sviluppare le proprie risorse espressive, in un'ottica creativa;
  4. rafforzare il senso dell'esecuzione collettiva e lo spirito di appartenenza al gruppo.
 

Metodologia generale

La proposta metodologica dell'IAS parte da uno studio approfondito delle diverse esperienze nel campo dell'utilizzo della musica pratica per scopi non esclusivamente didattici, per fornire una proposta nuova che, nel sintetizzare tali esperienze, propone un percorso nuovo e diverso in linea con la mission dell'Istituto per gli Affari Sociali.

In particolare, nella definizione del percorso da seguire, si è approfondito lo studio:

  1. di diversi metodi di didattica musicale (in particolare metodo Suzuki e Orff);
  2. delle modalità di utilizzazione della musica a fini terapeutici e soprattutto preventivi (Musicoterapia);
  3. degli obiettivi formativi in ambito musicale indicati dal Comitato nazionale per l'apprendimento pratico della Musica per tutti gli studenti;
  4. degli indicatori di qualità dei progetti musicali definiti dall'INVALSI.
 

L'intervento si basa quindi su due elementi fondamentali: il viaggio e la fiaba.

 

1. Il viaggio

a. Nello spazio 
La conoscenza di sé avviene principalmente attraverso l'esperienza; il viaggio è inteso nel senso di percorso che, partendo da una fase introduttiva "passiva" (momento narrativo, ascolto), si sviluppi soprattutto intorno alla pratica musicale, alla drammatizzazione, all'espressione corporea, ecc. (danza, canto corale, ritmica semplice), per consentire il libero dispiegarsi della personalità del bambino.  Musica attiva perché il bambino impara meglio e di più a costruire e astrarre i propri modelli mentali di riferimento quando è protagonista diretto dei propri processi di apprendimento.
In secondo luogo, il viaggio è un percorso nel mondo per iniziare a riconoscere, attraverso le diverse sonorità e i diversi linguaggi, differenti culture (dai canti popolari dialettali ai canti della tradizione orale del mondo, per riconoscere nella musica la capacità di esprimere le differenze, ma anche di condividere sentimenti, valori, pensieri, idee.
Saranno pertanto selezionati brani (canti, danze, ma anche semplicemente filastrocche e conte) rappresentativi di diverse realtà geografiche (possibilmente riferiti alle aree di provenienza dei bambini stranieri eventualmente presenti in classe), compresi brani popolari regionali italiani.
b. Nello tempo
Il viaggio simbolico dei bambini si snoda tra passato, presente e futuro, alla scoperta di se stessi attraverso la scoperta della musica di varie epoche, imparando ad ascoltare brani e generi diversi dei periodi fondamentali della storia della musica colta occidentale; il modificarsi del linguaggio musicale nella storia diventa il cuore del viaggio, il metodo attraverso cui incoraggiare i bambini a manifestarsi, a conoscere e conoscersi, in coerenza con il percorso di crescita delle loro competenze comunicative.

 

2. La fiaba

a. Quale espressione culturale
Le fiabe sono espressione di culture diverse, ma, nello stesso tempo, la fiaba è universale, e accomuna tutte le culture. Se gli uomini, come sostiene l'antropologia, a qualsiasi razza o cultura appartengano possiedono fondamentalmente la stessa struttura psicologica e le differenze sono di carattere culturale, si comprende il perchè tutte le fiabe hanno in comune molti tipi di personaggi e narrano fatti molto simili, e, d'altro canto, pur nella loro somiglianza rivelano culture differenti (ogni popolo ha infatti ambientato le proprie fiabe nella propria terra, raccontando le proprie abitudini, le proprie credenze, le regole della propria società).
b. Quale mediatrice tra il mondo interiore del bambino e la musica
Il ricorso al racconto, ai personaggi e all'ambientazione ha la funzione di stimolare l'interesse nei confronti dei brani musicali. La fiaba, linguaggio universale del mondo dei bambini, può cioè fungere da mediatrice, soprattutto in questa fascia di età, nel rapporto del bambino con la musica, che potrà successivamente divenire diretto: il legame fra musica e favola potrà essere più facilmente spezzato in favore di un'attenzione solo verso i suoni e la musica.
c. Quale strumento per esprimere le emozioni
La fiaba, con la sua capacità di raffigurare in forma ideale situazioni di paura, smarrimento, solitudine, impotenza, gioia, amore, ecc. che rappresentano realtà interiori, può essere utilizzata come terreno di sperimentazioni musicali: la fiaba come narrazione di un'immaginazione, di una fantasia, è sempre una rivelazione di un'esperienza vissuta in distanza dalla realtà, è specchio di una verità; attraverso musica e fiaba il bambino può sentirsi più libero nell'esprimere le proprie emozioni.

 

Metodi

  • Assumere il ruolo di "animatore", attraverso il ricorso continuo al gioco e alla narrazione;
  • Abbinare l'ascolto ad attività di movimento (danza, mimica, rappresentazione corporea del vissuto musicale e narrativo);
  • Incoraggiare la manipolazione di oggetti e di idee, stimolare i bambini a riprodurre liberamente suoni e gesti;
  • Presentare modelli modificabili e non prestabiliti, tenendosi aperti a varie letture ed esperienze;
  • Stimolare l'apprendimento spontaneo, lasciando che tutti i bambini si cimentino in interpretazioni e improvvisazioni sonore;
  • Alternare quindi attività strutturate con attività de-strutturate (in cui si liberi maggiormente l'espressione individuale e la creatività), con preferenza per queste ultime;
  • Attraverso le rappresentazioni fantastiche (es. la fiaba), stimolare il pensiero creativo stimolando e sostenendo lo sviluppo dell'immaginazione;
  • Proporre, ove possibile, attività che comportino l'interazione tra i bambini, l'apertura del singolo verso gli altri (es. danza in cerchio, presentazioni/saluti sonori, ecc.);
  • Adoperare strumenti di facile utilizzazione, tali da non richiedere particolari abilità motorie per essere utilizzati e che consentano di muoversi liberamente (correre, ballare, ecc.) senza pericolo e senza problemi;
  • Utilizzare anche strumenti costruiti con materiali naturali (legno, semi, pietre, ecc.);
  • Predisporre una valigia del suono da cui estrarre materiali sonori da utilizzare per le attività;
  • Proporre l'attività in un luogo adatto, sufficientemente ampio, o comunque sistemato in modo che possa essere il più possibile fruibile per le attività previste.
 

Obiettivi educativi

Gli obiettivi educativi sono espressi in sintesi qui di seguito. Per il dettaglio del processo di apprendimento, con i corrispondenti contenuti musicali ed attività proposte, si rimanda al documento "Suddivisione dei moduli  e articolazione dei singoli interventi".

 

1. Aumentare le potenzialità espressive del bambino attraverso il suono

PRIMA FASE

  • Ascolto e riconoscimento

SECONDA FASE

  • Dall'ascolto globale all'ascolto mirato, per esprimere con il corpo intensità, velocità, orientamento e relazione della musica
 

2. Accrescere nel bambino la consapevolezza delle proprie emozioni

  • Giocare con le emozioni in musica: accostare l'universo sonoro con quello emozionale per accrescere nel bambino la consapevolezza delle proprie emozioni e quindi dei propri comportamenti
  • Ricreare attraverso la fiaba atmosfere in cui i bambini si immedesimino, attivando un dialogo affettivo tra essi e il narratore e tra di loro
  • Favorire l'analisi e il confronto di suoni, l'associazione tra musica, immagini mentali ed emozioni
 

3. Favorire la socializzazione e aumentare la conoscenza reciproca

  • Abituare i bambini a riconoscere la diversità utilizzando linguaggi universali (la fiaba e la musica di tradizione orale);
  • Favorire la scoperta di sé, l'affiatamento del gruppo, l'incontro con le regole, l'orientamento al bene comune;
  • Collaborare con gli altri nel perseguimento di un obiettivo comune (una bella esecuzione)
 
  • Ricreare attraverso la fiaba atmosfere in cui i bambini possano esprimere la loro creatività.
 

Gli interventi

MODULO A - ESPLORAZIONE SONORA

 
  1. La fiaba sonora  (Ascolto e riconoscimento)
  2. La fiaba intonata (Ascolto, definizione e produzione del paesaggio sonoro, riproduzione vocale)
  3. La fiaba intonata (Conclusione)
  4. Conte e filastrocche (Apprendimento)
  5. Canzone popolare (Ascolto ed esecuzione intonata, riproduzione ritmica e strumentale)
  6. Canzone popolare (Ascolto ed esecuzione intonata, riproduzione ritmica e strumentale)
  7. Strumenti dal mondo (Ascolto ed utilizzo di strumenti etnici di diversa provenienza)
  8. Cosa può dire la musica (Le potenzialità espressive della musica)
 

MODULO B - VIAGGIO NELLO SPAZIO

 
  1. Danza in cerchio  (Esprimersi attraverso la musica)
  2. Danze dal mondo (Musica e cultura)
  3. Danze dal mondo  (segue)
  4. Danze dal mondo  (conclusione)
  5. Canti e filastrocche del mondo  (La musica che unisce)
  6. Canti e filastrocche del mondo (conclusione)
 

MODULO C - VIAGGIO NEL TEMPO

 
  1. Antica danza  (Il tempo e le differenze culturali)
  2. I canti di ieri Il tempo e le differenze culturali
  3. Fiaba sonora  (Esprimere la propria creatività)
  4. La nostra fiaba (Inventare il finale di una fiaba)
  5. La nostra filastrocca  (Inventare una filastrocca)
  6. La nostra fiaba musicale (Drammatizzare una fiaba)
 

Sarebbe preferibile, riuscire a selezionare le fiabe in relazione alla nazionalità ed alla provenienza degli alunni delle singole classi; ove ciò non sia possibile, saranno suggerite fiabe dagli esperti, sulla base delle quali, in conformità con le indicazioni sopra fornite, i docenti, nell'ora/nelle ore di musica previste senza l'esperto potranno scegliere brani musicali, tecniche e attività da proporre agli alunni, liberamente o utilizzando il materiale fornito dall'IAS.

 

Per la migliore riuscita dell'attività sarebbe opportuno, in collaborazione con gli insegnanti in organico, chiedere la collaborazione di più soggetti esterni alla scuola (es. banda musicale, associazioni varie, amministrazione comunale , ecc.), in quanto gli obiettivi del progetto non possono essere raggiunti efficacemente senza un vero coinvolgimento del territorio, oltre naturalmente alle famiglie.

 

Alla fine dell'anno pertanto, alcune delle attività proposte dovranno essere pensate per la dimostrazione finale:  a questo proposito si potrà optare per un evento per gruppi di classi (laddove gli spazi lo consentano), oppure per lezioni aperte alle famiglie di ciascuna classe ed ad eventuali esterni.


Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2009.