
Sei in: Home > Aree tematiche > Salute ragazzi! > La (lunga) strada per la sicurezza
MappaOgni giorno in Italia si verificano oltre 600 incidenti che causano 16 morti e quasi 900 feriti. Secondo i dati forniti dall'Istat, nel 2003 sono avvenuti 225 mila incidenti, che oltre ai 7.000 morti hanno causato addirittura 320 mila feriti. Il fenomeno è ormai diventato una vera e propria emergenza sociale in un sistema dove gli attori chiamati ad intervenire sono innumerevoli: governo, forze dell'ordine, amministratori locali, amministrazioni centrali, produttori di veicoli, associazioni di categoria (autoscuole, rappresentative sindacali), ecc.
Per cercare di trovare efficaci soluzioni al problema l'Italia ha costituito la Consulta Nazionale per la Sicurezza Stradale, cui fanno capo tutte le rappresentative a livello locale. Tra le iniziative proposte dalla Consulta al Governo c'è quella della patente a punti. Con la sua introduzione, il 30 giugno 2003, lo scenario attuale riguardo la sicurezza stradale è mutato pur se non nelle dimensioni sperate. Nello stesso 2003 il numero delle vittime è infatti diminuito di oltre il 10% rispetto al 2002, con un numero totale di incidenti inferiore del 6%. Secondo i dati della Polizia Stradale, invece, nei primi mesi del 2005 si è registrata, rispetto allo stesso periodo del 2004, una flessione generale degli incidenti di circa il 5% (-1,3% dei morti e -4% dei feriti).
Tuttavia non si è purtroppo notata una positiva inversione di tendenza nella mortalità giovanile: i decessi avvenuti nella fascia d'età 15-29 anni rappresentano infatti quasi un terzo del totale dei decessi avvenuti per sinistri, che sono in Italia una delle prime cause di morte tra i giovani.
Una recente ricerca del prof. Franco Taggi, Direttore del Dipartimento Ambiente e Traumi dell'Istituto Superiore di Sanità, svolta tra gli alunni di alcune scuole medie superiori italiane, ha fornito interessanti informazioni circa il rapporto dei più giovani con la guida e la conoscenza del fenomeno dell'incidentalità stradale. Il 41% dei soggetti intervistati ha dichiarato di essere stato coinvolto in incidenti stradali, il 53% in un solo incidente, oltre il 30% in due incidenti e il 18% in tre o più. Circa un quarto dei ragazzi coinvolti in sinistri (in maggioranza maschi) guidava all'atto dell'incidente. Nell'episodio più grave segnalato, il 30% dei giovani ha dovuto far ricorso al pronto soccorso, il 10% è stato ricoverato e un altro 10% afferma di soffrire dei postumi dell'incidente stesso. Il dato più preoccupante è quello che indica che circa 3 ragazzi su 4 conoscono coetanei deceduti a causa di incidenti stradali, mentre quasi una metà degli intervistati ha dichiarato di conoscere persone rimaste gravemente invalide. Questi dati testimoniano quanto sia diffuso il fenomeno e quanto faccia parte della vita dei più giovani.
L'alto numero di decessi per incidenti stradali nelle fasce d'età giovanili dimostra come, oltre ai rischi di per sé esistenti sulla strada, rivestano una componente importante l'inesperienza, la scarsa conoscenza delle norme di sicurezza stradale e, in parte, uno scarso senso di responsabilità. Solo fino a pochi anni fa ad un ragazzo minorenne era consentito guidare il motorino senza la necessità di alcun tipo di patente. Una tale assenza di regolamentazione permetteva a tutti i ragazzi di gettarsi nel traffico caotico delle grandi città senza la necessaria consapevolezza del pericolo e senza alcuna conoscenza del codice stradale. L'obbligo del patentino per i ciclomotori ha così permesso di insegnare ai giovani le regole fondamentali per "sopravvivere" sulla strada. A tal proposito sono ormai diversi anni che l'Aci propone l'inserimento dell'educazione stradale tra le materie scolastiche. Solo una giusta informazione all'interno del contesto formativo dei ragazzi potrà contribuire a diminuire drasticamente il numero di decessi.
Non bisogna dimenticare poi, come spesso gli incidenti siano causati da un errato comportamento prima di mettersi alla guida. Le tristemente note stragi del sabato sera sono causate dall'abuso di alcol, droghe e da un'eccessiva stanchezza, che provocano nel guidatore un rallentamento dei riflessi, rendendo estremamente pericoloso guidare.
La Provincia di Roma si è distinta per la campagna del "Guidatore designato". L'idea è di scegliere all'interno della comitiva di ragazzi che si reca in discoteca un guidatore che avrà diritto ad ingresso e consumazione analcolica gratuiti con l'impegno però, dopo essersi sottoposto alla prova dell'etilometro, di riaccompagnare gli altri a casa a fine serata. Finora sono stati distribuiti già 2000 etilometri nei vari locali.
Molto si è fatto negli ultimi anni ed ancora molto si sta continuando a fare per contrastare questo fenomeno. Oltre ad un aumento dell'informazione sulla normativa stradale tra i giovani, e non solo, alcune associazioni stanno mappando varie città alla ricerca dei cosiddetti "punti neri". Obiettivo dichiarato è quello di definire quei tratti di strada dove avvengono costantemente incidenti per problemi di infrastruttura stradale: semafori o cartelli poco visibili, manto stradale rovinato, incroci particolarmente pericolosi, ecc.
I risultati ottenuti nel nostro paese dal 2003 ad oggi hanno dato un nuovo impulso alla politica nazionale di contrasto della mortalità stradale orientata all'obiettivo, proposto dall'Unione Europea, di ridurre entro il 2010 il numero di morti e feriti gravi del 40%.
C'è da rilevare infine come la percezione del rischio degli incidenti stradali (e delle conseguenze per la salute) non sembra scarsa tra i giovani tra i 14 e i 19 anni; tuttavia questa situazione contrasta con l'evidenza di un'elevata esposizione e mortalità in questa classe d'età e in quelle immediatamente successive, rispetto a soggetti più adulti.
Evidentemente i livelli di percezione del rischio attualmente esistenti non sono sufficienti ad indurre i giovani a modificare radicalmente i comportamenti.
Per questo è importante che nel prossimo futuro siano intensificati i controlli e severamente punite le violazioni del codice della strada, e siano promosse nuove azioni di informazione-educazione a livello nazionale, soprattutto (ma non solo) tra i più giovani.
6 maggio 2005
Scheda a cura dell' Ufficio Stampa