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MappaIl 10 gennaio 2005, con l'entrata in vigore del decreto legge antifumo per la "tutela della salute dei non fumatori" (legge n.3/2003) è ufficialmente partita la lotta al fumo in Italia.
La normativa prevede il divieto di fumare nei locali pubblici o privati aperti al pubblico in quanto l'esposizione a fumo passivo comporta effetti dannosi per la salute: soprattutto malattie cardiovascolari (per cui, tra l'altro, non è necessaria una esposizione particolarmente lunga), ma anche il cancro del polmone ed una lunga serie di problemi respiratori (il fumo passivo è stato dichiarato agente cancerogeno del gruppo 1 dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione, che è giunta a questa conclusione dopo aver raccolto e valutato i risultati di un centinaio di ricerche).
La legge n.3/2003 fornisce anche i requisiti tecnici che devono avere i locali per fumatori, che devono essere assolutamente separati e non devono essere di passaggio per il raggiungimento dei locali per non fumatori; devono essere forniti di un impianto di ventilazione in grado di aspirare il fumo dalla stanza e contenere cartelli che segnalino la presenza di "aree per fumatori". Con questo provvedimento il Ministro della Salute intende non solo tutelare chi non fuma, ma anche diminuire drasticamente il numero dei fumatori, dal momento che il fumo da tabacco è la causa maggiore di morte prematura: oltre 80.000 persone muoiono ogni anno in Italia per cause derivanti da questo vizio. Studi recenti hanno dimostrato come l'imposizione di divieti e limitazioni nei luoghi di lavoro e nei locali aperti al pubblico è capace di ridurre l'esposizione al fumo passivo ed il numero di sigarette fumate quotidianamente, e aumentare il numero di fumatori che smettono di fumare.
Altre nazioni europee, come l'Irlanda, la Scozia e la Gran Bretagna seguiranno a breve l'esempio dell'Italia; in altri paesi, quali gli Stati Uniti ed il Canada, il divieto è già in vigore ormai da diversi anni. Questa legge, peraltro, non è che un ampliamento del divieto precedente. In locali quali ospedali e scuole era già tassativamente vietato fumare. Proprio le scuole rappresentano il passaggio successivo nella lotta al fumo del ministero della salute. Se è vero che è vietato fumare nelle strutture scolastiche, la norma antifumo non si estende ai cortili della ricreazione. Il passo seguente sarà quindi quello di vietare l'uso della sigaretta in tutta l'area scolastica, per combattere la diffusione del tabacco tra i ragazzi. Alcune iniziative in tal senso sono state prese da alcuni dirigenti scolastici. In un noto liceo romano, ad esempio, il preside ha vietato l'uso dei bagni nei quindici minuti di intervallo, per evitare la calca degli studenti che si riunivano in quei locali per fumare.
Secondo un'indagine della Doxa ben oltre il 50% dei fumatori e degli ex-fumatori ha iniziato a fumare prima dei 18 anni, ossia proprio durante il periodo scolastico. Il 26% circa dei ragazzi (15-24 anni) ha ammesso di fumare. La percentuale è in crescita tra i maschi, mentre tra le ragazze si è manifestato un leggero calo a seguito della campagna informativa sugli effetti del fumo sulla pelle e sull'aspetto fisico. Se è vero che spesso i più giovani iniziano a fumare per imitare i genitori (diversi studi hanno dimostrato che figli di genitori fumatori sono più portati a prendere il vizio rispetto ai figli di genitori non fumatori) è anche vero che la dipendenza deriva da un uso prolungato nel tempo della sigaretta. Secondo i dati del 2003 dell'Istat gli sforzi per diminuire il numero di fumatori devono quindi essere concentrati sui ragazzi tra i 18 e i 24 anni proprio per evitare che una moda diventi un vizio.
Per raggiungere questo obiettivo la UE ha finanziato una campagna quadriennale da 72 milioni di euro in cui saranno le star della musica, in alcuni filmati, a mostrare i danni causati dal fumo. La strategia di sensibilizzazione adottata dall'Unione Europea, per certi versi discussa, prevede anche che nuovi pacchetti di sigarette, oltre alle scritte che avvertono del pericolo del fumo, siano inserite fotografie che mostrano i danni provocati dal tabacco: morte, sterilità, gravi malattie, dipendenza. Si punta cioè a colpire il fumatore attraverso la visione di immagini crude, ma di sicuro impatto.
Si segnalano le FAQ sull'argomento nel sito del Ministero della Salute
20 gennaio 2005
Scheda a cura dell'Ufficio Stampa