
Sei in: Home > Aree tematiche > Salute ragazzi! > SMS, istruzioni per l'uso
MappaGli SMS, i brevi messaggi di testo che è possibile inviare tramite il telefono cellulare, sono diventati un mezzo diffusissimo di comunicazione. Basti pensare che il loro numero aumenta di anno in anno in maniera esponenziale. Nel 2004 in Italia sono stati inviati 22 miliardi di SMS, circa 60 milioni al giorno. In paesi come la Cina, dove il mercato della telefonia mobile ha avuto un boom incredibile negli ultimi anni, nel 2004 il numero di sms ha superato i 550 miliardi. Gli stessi numeri sono riscontrabili in tutti i maggiori paesi europei.
La straordinaria diffusione degli SMS è sottolineata dai diversi sondaggi che ne hanno evidenziato il largo uso in tutti i contesti quotidiani, lavorativi e personali. È in crescita continua il numero di persone che usa gli SMS per comunicare durante le festività, i compleanni o addirittura per avvertire di ritardi o assenze al lavoro e, naturalmente, non manca chi li utilizza per conversazioni di svago: il 46% delle donne, ad esempio, ha ammesso di utilizzare i messaggi per scambiarsi pettegolezzi su conoscenti.
SMS è l'acronimo di "short message service" (breve messaggio di testo) dove la parola chiave è "short". La diffusione crescente degli SMS ha generato quindi grandi cambiamenti di natura sociale e comunicativa. La necessità di racchiudere intere frasi in poche righe ha portato alla creazione di un nuovo gergo fatto di abbreviazioni di difficile comprensione. Allo stesso tempo l'esigenza di sintetizzare al massimo le frasi provoca l'insorgere di equivoci ed una mutazione del linguaggio. Accanto alle abbreviazioni sono poi nate nuove parole che vengono utilizzate ormai nella lingua comune, come ad esempio "messaggiare" che si usa per descrivere lo scambio di "messaggini" (nome volgare per indicare gli SMS). Insomma l'SMS permette una comunicazione immediata e rapida e consente di raggiungere sempre la persona cercata.
Uno studio della Tegic Communication ha evidenziato l'esigenza della creazione di una guida degli SMS, per spiegarne il metodo di utilizzo ma anche per fornire una sorta di glossario delle abbreviazioni utilizzate. Oltre il 50% degli utenti dichiara infatti di avere difficoltà a comprenderle.
Per mettere ordine e fornire un testo di riferimento due linguisti italiani, Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, hanno di recente pubblicato il libro Le parole giuste. Saper parlare, saper scrivere, saper vivere (Sperling & Kupfer editore), nel quale vengono fornite le basi per un utilizzo linguisticamente corretto degli SMS e dei messaggi brevi in generale. L'aspetto che viene messo in risalto è quello della chiarezza. In un messaggio molto breve spesso è difficile riuscire a comunicare il proprio pensiero senza risultare poco chiari, senza dimenticare che anche in un breve messaggio bisogna essere educati.
Se è vero dunque che gli SMS hanno riportato nella gente l'abitudine di scrivere (seppur brevemente) è anche vero che questo particolare tipo di letteratura rischia di portare ad un drastico impoverimento della lingua.
Di recente sono state avviate nuove ricerche per studiare anche l'aspetto psicologico di un uso compulsivo degli SMS e del cellulare. Le vecchie comunicazioni verbali vengono sempre più sostituite da poche parole scritte su di un display luminoso. Se da una parte, quindi, il telefonino facilità la comunicazione tra le persone è anche vero che, ad esempio, i ragazzi sotto i 20 anni utilizzano il cellulare quasi esclusivamente per inviare SMS. Il rischio è quindi che le nuove generazioni non sviluppino una familiarità con le comunicazioni verbali, sia per motivi di linguaggio (l'impoverimento della lingua) sia per motivi di timidezza (attraverso un SMS si trova il coraggio di confidare cose che non si ha il coraggio di dire a voce). A questo proposito sono molti i giovani che hanno confessato di affidarsi agli SMS per stabilire i primi approcci con l'altro sesso.
Questa voglia di comunicazione impersonale si è manifestata ulteriormente con la diffusione dei telefonini di nuova generazione attraverso il fenomeno del bluetoothing. Il bluetooth è un dispositivo che permette lo scambio di messaggi in maniera gratuita ed anonima tra i cellulari. Proprio per studiare questi fenomeni che hanno causato un cambiamento radicale del processo di comunicazione, l'Università di Urbino ha inserito all'interno della cattedra di psicologia uno studio sulla "netdipendenza" ossia sulla dipendenza causata dall'eccessivo utilizzo delle tecnologie digitali quali telefonini, internet e televisione.
Non bisogna trascurare gli effetti collaterali sulla salute legati all'uso dei cellulari. Molti studiosi si stanno occupando da anni di analizzare i reali danni derivati da un utilizzo eccessivo del telefonino. Gli studi in questo campo sono sempre in primo piano poiché, se è vero che non ci sono prove certe che mettano in relazione l'uso del telefonino con l'insorgere di forme tumorali, è anche vero che un eccessivo e costante riscaldamento del cervello e dell'orecchio nel tempo potrebbe provocare dei disturbi per l'organismo.
Uno studio realizzato dall'Istituto di Ricerca neurodiagnostico di Marbella, in Spagna, ha dimostrato ad esempio che le conversazioni telefoniche con i cellulari alterano la normale elettricità del cervello. Tale effetto rischia di essere particolarmente dannoso per i bambini che rischiano danni anche di natura psichiatrica e comportamentale.
Una ricerca finanziata dall'Unione Europea con oltre 2 milioni di euro ha dimostrato che i campi elettromagnetici generati dai cellulari provocano una interazione tra i radicali liberi ed il DNA dando così inizio al processo che è alla base della formazione dei tumori.
Ma un uso smodato del cellulare può provocare anche altre patologie, pur se più lievi: è recente la notizia di una bambina ligure che per il troppo utilizzo degli SMS (circa 100 al giorno) si è procurata una forte infiammazione al tendine del pollice utilizzato per scriverli.
Per utilizzare il telefono cellulare senza provocare danni alla salute basta in fondo seguire alcune semplici regole:
22 marzo 2005
Scheda a cura dell'Ufficio Stampa