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In motorino... ma patentati

 

Un cambio di rotta

Dal primo luglio dello scorso anno la legge ha sancito l'obbligo del possesso, per i minorenni, del patentino per poter guidare i motorini, sempre, naturalmente, a condizione di aver compiuto il quattordicesimo anno di età. Il primo ottobre 2005 è entrato in vigore l'obbligo del patentino anche per i maggiorenni. Con l'introduzione della patente a punti si è notato un calo della mortalità stradale dovuto soprattutto ad una maggiore attenzione da parte degli automobilisti. Il timore di vedersi sottratti dei punti sulla patente ha ottenuto, quindi, l'obiettivo prefissato: portare maggiore sicurezza e concentrazione nella guida.
Quali dati hanno spinto il ministero ad introdurre una normativa così restrittiva ed impopolare tra i giovani?

 

Un po' di numeri

Il 20% dei ragazzi che utilizzano lo scooter è rimasto coinvolto almeno una volta in un incidente stradale. In particolare durante il 2003, ultimo anno prima della nuova legge, tale statistica è salita al 33% dei giovani tra i 13 ed i 19 anni, con ferimenti nel 70% dei casi e soprattutto con una percentuale vicina al 7% di danni invalidanti. E' chiaro che di fronte ad un dato così preoccupante si è reso necessario un intervento deciso e immediato da parte del governo.
Il 60% dei giovani italiani utilizza quotidianamente il motorino. La vecchia normativa permetteva a qualunque quattordicenne di portare, senza alcun obbligo (se non l'uso del casco), un ciclomotore. In pratica si permetteva ad un adolescente di "buttarsi" senza alcuna cognizione delle norme di sicurezza e delle segnaletiche stradali nel traffico caotico urbano. Era quasi inevitabile che con premesse simili il numero di sinistri fosse elevato. Studi e ricerche effettuati da enti quali il Censis hanno dimostrato che la scarsa conoscenza delle norme, ma soprattutto l'assenza di un'educazione stradale, era alla base di tali comportamenti imprudenti. Se un ragazzo non è educato ad attraversare la strada sulle strisce pedonali (il 30% degli intervistati ha ammesso di non farlo), figuriamoci se è possibile che egli tenga in considerazione le norme basilari per una guida corretta, e soprattutto che comprenda il rischio dovuto a comportamenti non adeguati, elemento questo che i dati confermano: quasi il 40% dei ragazzi, infatti, ammette di superare gl'incroci con il semaforo rosso; circa il 10% afferma di poter controllare i fattori esterni (ad esempio il maltempo), mentre è esattamente doppio il numero di giovani che ammette di guidare senza remore anche in stato di ebbrezza.

 

Di corsa ai corsi

Per poter accedere all'esame di guida per ottenere il patentino è dunque obbligatorio partecipare ad appositi corsi. Tali corsi si possono frequentare a scuola (gratuitamente e della durata di 20 ore) oppure in un'autoscuola (a pagamento ma della durata di 12 ore). Una volta seguito il corso, rispettando determinate regole, sarà possibile sostenere l'esame costituito solo da una prova teorica, senza alcun bisogno di ulteriori esami orali o di guida pratica.
Gli argomenti trattati nel corso delle ore di lezione riguardano tutti gli aspetti di sicurezza, quindi segnali stradali, regole per la precedenza agli incroci e di comportamento sulla strada. Ma un aspetto importante che viene affrontato è quello sociale. Il patentino non richiede più esclusivamente una conoscenza delle normative, ma anche un'educazione sociale, quale il rispetto per l'ambiente, la salute, il rispetto per la vita, il comportamento solidale e l'analisi della necessità di avere delle regole (e quindi l'importanza di rispettarle).

 

Pochi accorgimenti per una maggiore sicurezza

Le regole da conoscere per il conseguimento del patentino sono molte poiché molte sono le leggi che formano il codice della strada. Ma senza bisogno di enunciarle tutte, è sufficiente sottolinearne solo alcune che, anche senza l'obbligo imposto dalla legge, il nostro buon senso ci suggerirebbe comunque di seguire. Una cattiva abitudine è quella di indossare il caschetto senza allacciarlo, rendendone praticamente inutile l'utilizzo, poiché in caso di caduta volerebbe subito via. Così come bisogna evitare di zigzagare tra le macchine ferme al semaforo o, ancora peggio, durante la marcia sulle strade. Sia un attimo di distrazione del ragazzo che una piccola distrazione dell'automobilista possono portare a collisioni pericolose. Un'altra bruttissima abitudine è quella di utilizzare il cellulare mentre si è alla guida di un motorino. Se questa è un'usanza già pericolosissima, e fortemente penalizzata dal codice della strada, quando si guida una macchina, diventa ancora più deprecabile quando si usa un motorino, poiché è più difficile mantenere un equilibrio stabile su un mezzo a due ruote.

 

Approfondimenti

Visita la sezione del sito del Ministero della Pubblica Istruzione dedicata all'argomento.
 

11 novembre 2005
 
Scheda a cura dell'Ufficio Stampa


 
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