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Grasso Natale ...

 

Il cuore del problema

Con l'arrivo delle festività natalizie aumenta inesorabilmente il consumo di cibi ipercalorici e particolarmente ricchi di grassi. Abbiamo già affrontato, in un precedente numero della newsletter, il problema della cattiva alimentazione dei giovani italiani e dei rischi che comporta per la salute. Vogliamo questa volta presentare un aspetto sempre legato alla salute e alla alimentazione e salito alla ribalta in questi ultimi mesi: i grassi idrogenati.

Prima di tutto spieghiamo brevemente in cosa consiste il processo di idrogenazione. Il processo è abbastanza semplice. Si prende un mix di oli di palma, di cocco, di semi e di arachidi e lo si riscalda a 180 gradi. A questo punto si aggiunge dell'idrogeno gassoso (appunto idrogenazione) che ha lo scopo si innalzare la temperatura di fusione del liquido di partenza. In pratica si trasforma un olio liquido a temperatura ambiente in un composto solido sempre a temperatura ambiente. Il ricavato di tale processo può essere utilizzato per diverse lavorazioni per la produzione di cibo ed i costi sono notevolmente inferiori rispetto al normale burro realizzato con semplice olio d'oliva che è privo di grassi saturi.

Ma se i costi sono inferiori i danni che tali alimenti provocano all'organismo sono assai maggiori.

 

Un problema al cuore

Le patologie dell'apparato cardio-circolatorio rappresentano la prima causa di morte soprattutto nei paesi occidentali. In Italia il 43% delle morti dipendono proprio da problemi di carattere cardiovascolare come ad esempio gli infarti. Una cattiva alimentazione provoca l'obesità (fenomeno in forte crescita tra i giovani italiani) e quest'ultima porta molto spesso al ricovero in ospedale, provocando inoltre un forte aumento della spesa sanitaria nazionale.
Ma i problemi cardiaci coinvolgono anche le persone di corporatura esile. Questo perché sono i grassi idrogenati, che ingeriamo ormai quotidianamente, a destabilizzare i nostri equilibri.

Per quale motivo questi grassi sono così dannosi per l'organismo? I cosiddetti grassi saturi (come quelli idrogenati) sono quelli che l'organismo assimila per compensare degli sforzi dovuti a forti attività fisiche che però normalmente non vengono svolte durante la giornata. L'organismo si ritrova "bombardato" quindi di alimenti che non riesce in alcun modo a smaltire e metabolizzare a causa della sedentarietà delle nostre giornate. Tutto l'eccesso di grasso si va quindi a depositare anche sulle pareti delle arterie provocando così alla lunga i noti problemi cardiovascolari.

Naturalmente ci sono altri fattori che aumentano questi rischi, quali il fumo, ma un recente sondaggio, commissionato da una ditta farmaceutica italiana (1), ha dimostrato che oltre il 70% degli italiani sottovaluta pericolosamente le patologie legate al cuore e di conseguenza più della metà degli interpellati ha dichiarato di non effettuare nessun controllo nell'arco dell'anno. Questa scarsa consapevolezza di rischio è dovuta anche alla convinzione che siano le malattie di natura oncologica la principale causa di morte in Italia.

Nota

(1) "Il Tempo" 5 dicembre 2005, Gli Italiani trascurano il cuore
 

Occhio alle confezioni

I cibi maggiormente ricchi di grassi saturi sono anche quelli di più largo consumo tra i giovani. Merendine, snack, cioccolatini ed ora torroni sono delle vere e proprie bombe per il nostro cuore. In Italia (ma anche in Europa) non esiste nessuna legge che obbliga le case produttrici di alimenti a comunicare al consumatore la quantità di grassi vegetali saturi presenti nei loro prodotti. Solo i cibi definiti ipocalorici presentano tale indicazione. Se prendiamo un qualunque prodotto di questo genere all'interno di un bar o di un supermercato e ne leggiamo la tabella nutrizionale troviamo solitamente scritto la parola "grassi" senza alcun tipo di specificazione ulteriore tra grassi animali e vegetali e meno che mai si parla di "grassi saturi". Le marche alimentari che informano in maniera completa i consumatori si possono, purtroppo, contare sulle dita di una mano.
Per evitare qualunque rischio per il nostro cuore sarebbe sufficiente limitare al massimo tutti i prodotti ricchi di grassi idrogenati. Ma se non siamo informati della loro presenza negli alimenti, questo tipo di dieta diventa ardua. L'unica soluzione, al momento, è quella di limitare i grassi in generale cercando dei prodotti che ci informino della natura dei grassi utilizzati per la loro produzione. I grassi saturi sono definiti come grassi vegetali ma sono tutt'altro che naturali. L'organismo non è in grado di smaltirli né il cuore di sopportarli.
Solo una dieta equilibrata ed accorta può preservarci da seri problemi cardiaci e se è vero che un bambino, goloso di snack, non può comprendere la pericolosità di una cattiva alimentazione, è compito dei genitori educare i propri figli ad un corretto uso del cibo ed una costante attività fisica, per invertire la tendenza che vede nei ragazzi italiani i più obesi d'Europa.
A questo proposito il Ministero dell'istruzione, in collaborazione con Federalimentare, ha realizzato delle linee guida, indirizzate ai ragazzi, agli insegnanti e ai genitori, che forniscono utili consigli per una corretta alimentazione ed una adeguata attività fisica.

 

Approfondimenti

 

11 dicembre 2005
 
Scheda a cura dell'Ufficio Stampa