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Usare Internet "navigando" sicuri

 

Dati di un fenomeno in crescita

Un'indagine pubblicata nel dicembre del 2005 e realizzata dall'Istat dimostra come l'utilizzo di internet da parte delle famiglie italiane sia aumentato esponenzialmente nel corso degli ultimi 8 anni. Basti pensare che nel 1997 solo il 2,3% delle famiglie italiane possedeva l'accesso ad internet. Tale dato è passato ad oltre il 34% nel 2005. Se analizziamo nello specifico le famiglie con almeno un figlio minorenne notiamo come questa percentuale salga al 51% ed è ancora più significativo il dato che vede queste famiglie dotate più delle altre di banda larga e quindi di una connessione ad internet costante. Ciò significa che il numero di minorenni che quotidianamente naviga in rete è ormai sempre più elevato. Ma, tra l'altro, l'accesso ad internet è ormai agevole anche per i ragazzi che non dispongono di una connessione casalinga. Scuole e università sono ormai piene di punti di accesso alla rete, senza contare gli internet-point.
Come già è avvenuto per la televisione, anche per quanto riguarda internet è stato necessario affrontare un problema molto importante: la protezione dei minori che, navigando nel web, rischiano di incappare in siti inadatti e dal contenuto diseducativo.

 

Il Governo corre ai ripari

Alla fine del 2003 un'iniziativa comune del Ministero dell'Innovazione e del Ministero delle Comunicazioni ha portato alla creazione di un Codice di autoregolamentazione chiamato Internet e Minori. L'obiettivo di tale documento è creare uno strumento rivolto alla tutela dei minori che navigano in rete, attraverso l'ideazione di alcune regole che tutti gli aderenti al codice si impegnano a rispettare.
Nel febbraio del 2004 è stata approvata la Carta dei diritti dei minori in rete che, oltre a ribadire tutti i diritti sanciti dalla Costituzione, quali ad esempio la libertà di espressione, la sicurezza, l'educazione e la salute, mette in risalto l'importanza di un corretto utilizzo di internet e della tecnologia informatica per lo sviluppo e la crescita culturale dei bambini. A tale proposito si sottolinea, quindi, il dovere da parte di scuole e famiglie di tutelare la sicurezza del minore nell'utilizzo di tali mezzi di comunicazione e apprendimento. A tale proposito a partire dall'agosto del 2002 all'interno del Portale del Cittadino è stata inserita una nuova sezione chiamata Chi ha paura della rete che ha lo scopo di presentare internet ma allo stesso tempo di dare buoni consigli per la fruizione utile e sicura di tutte le funzionalità della rete. A partire dalle chat fino alla possibilità di acquisti on line, soffermandosi anche sul rischio di dipendenza da internet.

 

I filtri

Una sezione molto importante per la sicurezza dei minori è quella dedicata ai filtri di navigazione. L'ICRA (Internet Content Rating Association) è un'organizzazione che si prefigge di proteggere i bambini dai pericoli della rete e di informare i genitori di tutti i mezzi tecnologici utili al mantenimento della sicurezza dei propri figli. L'ICRA ha quindi realizzato una serie di filtri che hanno l'obiettivo di permettere la navigazione solamente nei siti conosciuti e classificati come sicuri, impedendo quindi al bambino di incappare involontariamente in un sito dal contenuto diseducativo.
A tale iniziativa hanno aderito molti gestori di siti, ai quali l'ICRA rilascia un'etichetta che descrive il contenuto del sito stesso. Il programma filtro installato sui computer dei minori analizza e verifica immediatamente tale etichetta e, seguendo le regole di navigazione stabilite in precedenza dai genitori, permette o blocca la navigazione all'interno del sito. Il funzionamento quindi è molto semplice, ma è pur vero che il filtro permette l'analisi solo dei siti che hanno aderito all'iniziativa. E' però possibile bloccare la visione di tutti gli altri. Bisogna aggiungere però che il filtro non può considerarsi sicuro al 100% e quindi, oltre all'utilizzo di tale programma, rimane fondamentale il controllo da parte dei genitori.

 

Pedofilia e pedo-pornografia online

L'aspetto che preoccupa maggiormente il governo è quello della pedofilia e della pedo-pornografia online. Un mezzo di comunicazione come internet permette di annullare barriere quali lo spazio e il tempo, e rende difficile identificare ogni singolo utente. La rete viene utilizzata purtroppo dai pedofili come mezzo per scambiarsi materiale di natura pedofila. Ma ancora più grave è l'adescamento dei bambini, che spesso viene attuato ad esempio utilizzando nomi di personaggi famosi che ispirano la fiducia dei minori.
In Italia nel 2002 il Ministero delle Pari Opportunità ha dato vita al Progetto Ciclope, creando un comitato di rappresentanti di 11 ministeri che collaborano nella lotta alla pedofilia. Il primo compito di questo organismo è stato di analizzare la problematica sotto tutti i suoi aspetti,per poter quindi costruire un percorso comune verso il quale indirizzare tutti gli sforzi.
A livello europeo, invece, nel 1997 è stato fondato il progetto Copine (Combating Paedophile Information Networks in Europe), nato con l'obiettivo dichiarato di studiare tutti gli aspetti psicologici e legali correlati all'abuso minorile tramite internet. Abuso che trova la sua espressione principale proprio nella pedo-pornografia. Nel 2004, attraverso l'analisi dei materiali sequestrati, il progetto Copine ha permesso di tracciare un importante profilo delle vittime. Su oltre 150.000 foto analizzate circa il 50% dei minori aveva un'età compresa tra i 9 ed i 12 anni, mentre il 10% aveva un'età addirittura inferiore.

 

Pochi consigli, tanta sicurezza

E' naturale che il punto di partenza, aldilà di filtri e blocchi del pc, deve essere il costante aiuto ed insegnamento da parte dei genitori e delle istituzioni tra cui soprattutto la scuola. Ci sono delle importanti cautele che un genitore dovrebbe chiedere al proprio figlio di rispettare nel lasciare il computer in mano al bambino:

  1. Mantenere riserbo sui propri dati personali;
  2. Non fornire mai proprie fotografie a persone estranee conosciute tramite la rete;
  3. Rifiutare qualsiasi eventuale richiesta di appuntamento da parte di tali persone.
 

I genitori da parte loro dovrebbero comunque impedire un uso eccessivo e incontrollato del computer da parte del figlio, evitando ad esempio di installare il pc nella sua stanza. Dovrebbero accompagnare il minore nelle sue prime navigazioni spiegandogli che la rete, oltre ad essere un modo divertente di imparare, può anche rivelarsi causa di esperienze sgradite se non pericolose.
Solo attraverso un'educazione precisa e delle regole chiare è possibile far si che internet rimanga per i minori un'inesauribile fonte di divertimento e apprendimento.

 

Approfondimenti

Visita il sito Stop-It contro la pedo-pornografia .
 (277.8 KB)Scarica l'indagine dell'ISTAT "Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione: disponibilità nelle famiglie e utilizzo degli individui" (277.8 KB).
 

25 gennaio 2006
 
Scheda a cura dell'Ufficio Stampa


 
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