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MappaObiettivo generale dell'intervento è favorire la conoscenza di sé e degli altri e l'incontro e l'accettazione dell'altro, e quindi la socializzazione, attraverso la proposta di un percorso di crescita personale e sociale che utilizza la musica, in tutte le sue forme, come strumento privilegiato.
Si tratta di compiere un percorso che coinvolga l'intera sensorialità del bambino aiutandolo a stabilire un contatto con il suo mondo interiore, con le sue esigenze, anche con le sue difficoltà. L'attività musicale può così favorire la costruzione di un'alleanza tra tutti i bambini, sostenuti e aiutati nella strutturazione di una nuova definizione di sé, nel rafforzamento della propria autostima e identità.
In particolare, scopo dell'intervento è quello di:
La proposta metodologica dell'IAS parte da uno studio approfondito delle diverse esperienze nel campo dell'utilizzo della musica pratica per scopi non esclusivamente didattici, per fornire una proposta nuova che, nel sintetizzare tali esperienze, propone un percorso nuovo e diverso in linea con la mission dell'Istituto per gli Affari Sociali.
In particolare, nella definizione del percorso da seguire, si è approfondito lo studio:
L'intervento si basa quindi su due elementi fondamentali, che devono accompagnare il percorso dei bambini verso la conoscenza:
a. Nel tempo
Il viaggio simbolico dei bambini si snoda tra passato, presente e futuro, alla scoperta di se stessi attraverso la scoperta della musica delle varie epoche, dalla preistoria alla musica di oggi, imparando a conoscere brani dei musicisti più importanti e generi diversi dei periodi fondamentali della storia della musica (Medioevo, Rinascimento e Barocco, Settecento, tra Ottocento e Novecento); l'evoluzione del linguaggio musicale nella storia diventa il cuore del viaggio, il metodo attraverso cui incoraggiare i bambini a manifestarsi, a conoscere e conoscersi. Seguendo le tappe principali della storia della musica occidentale è possibile proporre ai bambini attività musicali diverse, in coerenza con il percorso di crescita delle loro competenze comunicative.
b. Nello spazio
La conoscenza di sé avviene principalmente attraverso l'esperienza; il viaggio è inteso nel senso di percorso che, partendo da una fase introduttiva "passiva" (momento narrativo, ascolto), si sviluppi soprattutto intorno alla pratica musicale, alla drammatizzazione, all'espressione corporea, ecc. per consentire il libero dispiegarsi della personalità del bambino. Musica attiva perché il bambino impara meglio e di più a costruire e astrarre i propri modelli mentali di riferimento quando è protagonista diretto dei propri processi di apprendimento.
In secondo luogo, il viaggio è un percorso nel mondo per conoscere meglio la propria cultura, le proprie origini (canti popolari regionali) e le altre culture, per riconoscere nella musica la capacità di esprimere le differenze, ma anche di condividere sentimenti, valori, pensieri, idee.
Il Novecento e la musica di oggi troveranno collocazione dunque in questo contesto, per cui si dovranno selezionare brani rappresentativi delle diverse realtà geografiche (possibilmente -ma non obbligatoriamente- riferiti alle aree di provenienza dei bambini stranieri eventualmente presenti in classe), compresa la regionalità italiana.
a. Quale mediatrice tra il mondo interiore del bambino e la musica
Il ricorso al racconto, ai personaggi e all'ambientazione ha la funzione di stimolare l'interesse nei confronti dei brani musicali. La fiaba, linguaggio universale del mondo dei bambini, può cioè fungere da mediatrice, soprattutto in una prima fase, nel rapporto del bambino con la musica, che potrà successivamente divenire diretto: il legame fra musica e favola potrà essere più facilmente spezzato in favore di un'attenzione solo verso i suoni e la musica.
b. Quale strumento per esprimere le emozioni
La fiaba, con la sua capacità di raffigurare in forma ideale situazioni di paura, smarrimento, solitudine, impotenza, gioia, amore, ecc. che rappresentano realtà interiori, può essere utilizzata come terreno di sperimentazioni musicali: la fiaba come narrazione di un'immaginazione, di una fantasia, è sempre una rivelazione di un'esperienza vissuta in distanza dalla realtà, è specchio di una verità; attraverso musica e fiaba il bambino può sentirsi più libero nell'esprimere le proprie emozioni.
c. Quale espressione culturale
Le fiabe sono espressione di culture diverse, ma, nello stesso tempo, la fiaba è universale, e accomuna tutte le culture. Se gli uomini, come sostiene l'antropologia, a qualsiasi razza o cultura appartengano possiedono fondamentalmente la stessa struttura psicologica e le differenze sono di carattere culturale, si comprende il perchè tutte le fiabe hanno in comune molti tipi di personaggi e narrano fatti molto simili, e, d'altro canto, pur nella loro somiglianza rivelano culture differenti (ogni popolo ha infatti ambientato le proprie fiabe nella propria terra, raccontando le proprie abitudini, le proprie credenze, le regole della propria società).
In estrema sintesi:
Tutte queste attività dovranno essere convogliate nella realizzazione di uno spettacolo originale.
È fondamentale nel nostro intervento il ruolo dell'animazione e dell'insegnante-animatore, che dovrà essere abile nel creare e mantenere per tutta la durata dell'intervento l'ambientazione e un'impostazione non didattica, ma ludico-narrativa delle attività.
Prima attività proposta dagli insegnanti: attività di ascolto musica-fiaba per introdurre i bambini nell'ambiente fantastico.
L'insegnante racconta una storia di fate, con sottofondo musicale (l'aria della Regina delle Fate "Sul fil d'un soffio etesio" dall'opera Falstaff di Verdi).
Durata suggerita: 10 minuti
Al termine del racconto appare improvvisamente il personaggio chiave, che sarà protagonista e guida dei bambini nel loro viaggio immaginario, il noto compositore di opera dell'Ottocento Giuseppe Verdi, una sorta di Virgilio dantesco che accompagnerà i bambini lungo tutto il percorso.
Verdi, richiamato dalle note della sua composizione, si mostra piuttosto afflitto perchè la Regina delle Fate, uno dei personaggi delle sue opere, del Falstaff per la precisione, ha strappato in tanti pezzettini la prima pagina di uno degli spartiti più famosi, spargendoli ai quattro venti. La Regina delle Fate è arrabbiata con Verdi perché le ha dato poco spazio nella sua opera, solo una breve, pur se molto bella, aria. La Regina delle Fate sarà soddisfatta soltanto se Verdi riuscirà ad organizzare in suo onore uno spettacolo. Darà quindi modo al compositore di recuperare un pezzettino di spartito per volta, ogniqualvolta lui riuscirà a creare un pezzettino dello spettacolo. Per far questo il musicista ha assolutamente bisogno di aiuto: non può fare uno spettacolo da solo, ha bisogno di cantanti, ballerini, strumentisti, ecc. Verdi mostra la prova delle sue parole: il primo pezzo dello spartito è già nelle sue mani; sul retro contiene le indicazioni, cifrate, di ciò che la Regina vuole che si faccia.
Inizia così l'attività, con una drammatizzazione finalizzata a creare a sua volta una drammatizzazione.
La Regina delle Fate impegnerà gli alunni in una sorta di caccia al tesoro, un viaggio nel tempo e nello spazio, lasciando che il vento riporti ogni volta un pezzo dello spartito (quando i bambini avranno cioè concluso il singolo pezzo dello spettacolo, danza, canto, che sia); dietro il pezzetto dello spartito recuperato i bambini troveranno ogni volta un nuovo messaggio che indicherà loro dove andare e cosa fare nel passo successivo.
Al termine del percorso, quando i pezzi saranno ricuciti, la Fata chiederà ai bambini, come prova finale, di imparare il brano (il Va pensiero dal Nabucco).
Dopodichè le insegnanti dovranno organizzare il lavoro svolto, predisponendo a proprio piacimento, utilizzando cioè tecniche e metodi a propria scelta, lo spettacolo finale, in cui i bambini si esibiranno nelle danze, canti ecc, appresi.
Si consiglia di coinvolgere qualche associazione locale (es. Agesci) nell'attività di animazione (personaggio di Verdi Regina delle Fate).
La trama proposta, sopra descritta, dovrà essere uguale per tutte le classi, mentre le singole attività, nello specifico, possono essere scelte degli insegnanti nell'ambito delle indicazioni fornite dal gruppo di ricerca. Gli insegnanti devono cioè cercare di rispettare le indicazioni che seguono affinché l'intervento sia il più possibile omogeneo tra le diverse scuole, ma potranno scegliere liberamente i singoli brani e le attività nel rispetto delle attitudini e preferenze di ciascuno e delle capacità degli alunni della propria classe.
L'IAS proporrà comunque alcuni materiali, eventualmente utilizzabili dagli insegnanti.
VIAGGIO NEL TEMPO - 1 brano per ogni voce (possibilmente)
VIAGGIO NELLO SPAZIO - 1 brano per ogni voce (possibilmente)
L'AUTONOMIA CREATIVA
E' opportuno che l'intervento si sviluppi secondo l'ordine sopra indicato.
In sintesi, l'attività dovrà condurre:
Per non sovraccaricare il lavoro di insegnanti e bambini, le danze/i brani musicali scelti potranno consistere, laddove ciò non danneggi la struttura degli stessi, anche solo in ritornello/strofa/ritornello
Le modalità da utilizzare sono:
Sarebbe preferibile che, nel complesso delle attività, fossero presenti sia la danza, che il canto corale, che l'utilizzo dello strumento (anche solo strumenti semplici a percussione), per consentire di sperimentare autonomamente le proprie competenze e rielaborarle in una direzione creativa. In fase di preparazione dello spettacolo finale si potrà prevedere una divisione dei compiti in base alle diverse attitudini dimostrate.
Obiettivi
Attività
Obiettivi
Attività
Obiettivi
Attività
Obiettivi
Attività
28 settimane circa, da metà ottobre a fine maggio, per un totale di 56 ore.
Per informazioni:
Dott.ssa Pierangela Ghezzo
Tel. dir. 06 3224358 Centr. 06 3200642/3
Fax 06 3200028
p.ghezzo@istitutoaffarisociali.it