
Sei in: Home > Aree tematiche > Salute ragazzi! > Scuola italiana: più studenti, ma meno qualità
MappaNegli ultimi anni il numero degli studenti italiani è notevolmente aumentato, ma a ciò non ha fatto seguito un incremento delle conoscenze e delle professionalità individuali. E' quanto emerge dal "Quaderno bianco sulla scuola" presentato il 21 settembre scorso presso la sede della Casa dell'Architettura. Lo studio raccoglie tutti i dati riguardanti la scuola italiana e illustra le politiche di intervento del Governo e del Ministero della Pubblica Istruzione.
Nella prima parte della ricerca, definita "diagnosi", viene fornita una presentazione reale della situazione scolastica in Italia. Vengono quindi proposti dati riferiti alla realtà italiana messi a confronto con le statistiche degli altri paesi europei.
Due milioni di italiani di età compresa tra i 46 ed i 65 anni sono analfabeti, mentre il 25% della popolazione tra i 15 ed i 65 anni è in possesso della sola licenza elementare. Se si considera la fascia di età compresa tra i 18 ed i 24 anni si scopre che oltre il 20% dei giovani possiede al massimo la licenza media contro il 15% nell'UE (solo la Spagna ha una percentuale più alta, il 30%). Il ritardo della situazione scolastica italiana rispetto alla media dell'Unione europea a 25 Stati è chiaramente visibile dalle statistiche:
Indicatore |
Obiettivo UE 2010 |
UE (25) |
Italia |
|---|---|---|---|
Dispersione scolastica |
< 10% |
15,1% |
20,6% |
15enni con max primo livello di competenza in lettura |
-20% rispetto al 2000 |
19,8% (+0,4%) |
23,9% (+5%) |
20-24 anni con almeno diploma secondario superiore |
> 85% |
77,5% |
74,8% |
20-29 anni laureati in materie scientifiche |
+15% rispetto al 2000 |
12,6% (+2,4%) |
10,7% (+5,1%) |
25-64 anni coinvolti in apprendimento permanente |
>12,5% |
10,2% |
6,9% |
Una ulteriore differenza è quella che esiste tra le diverse aree geografiche. Il sud infatti è in grave ritardo rispetto al centro-nord in tutte le voci sopra indicate.
Anche l'aspetto economico non è dei migliori. Gli insegnanti italiani hanno gli stipendi tra i più bassi d'Europa, mentre la spesa media per ogni studente è molto più elevata.
La seconda parte della ricerca, definita "terapia", suggerisce invece tutta una serie di azioni e strategie, di medio e lungo periodo, da intraprendere per migliorare la qualità e l'efficienza della rete scolastica. Due le iniziative principali da attuare. Il primo passo, sottolineato anche dal Ministro della Pubblica Istruzione Fioroni, è assumere tutti gli insegnanti precari fornendo così una maggiore certezza agli studenti, oltre che una stabilità a tutto il sistema scolastico. L'obiettivo, sempre secondo il Ministro, verrà raggiunto entro 5 anni.
Il secondo passo consiste, invece, nella realizzazione di un sistema di valutazione annuale nazionale che permetta una rilevazione del livello di apprendimento raggiunto. In seguito, dovrà quindi essere fornito un supporto permanente per le scuole che faciliti l'analisi dei dati ottenuti e la creazione di adeguate reti scolastiche necessarie a migliorare il livello di insegnamento nazionale. Un controllo continuo è dunque il requisito indispensabile per potenziare l'istruzione in Italia.
In chiusura della presentazione è intervenuto anche il Presidente del Consiglio Romano Prodi che ha sottolineato come sia fondamentale favorire e incentivare una preparazione scientifica di alto livello, senza la quale non è possibile rilanciare la competitività del nostro paese.
9 Ottobre 2007
Scheda a cura dell'Ufficio Stampa