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MappaSecondo i dati forniti dal Ministero della Pubblica Istruzione, aggiornati al 2006, un italiano su cinque, tra i 18 ed i 24 anni, è privo del diploma di scuola media superiore o di una qualunque qualifica professionale, una percentuale doppia rispetto a quanto stabilito a Lisbona.
Il Consiglio Europeo straordinario di Lisbona del 2000, organizzato per concordare un nuovo obiettivo strategico al fine di sostenere l'occupazione, le riforme economiche e la coesione sociale, tra i traguardi prefissati prevedeva anche la riduzione della dispersione scolastica, che doveva scendere, in ogni Stato, sotto il 10% entro il 2010.
Lo scorso primo settembre è entrato in vigore in Italia il nuovo regolamento scolastico (Decreto n. 139 del 22 agosto 2007) che innalza la scuola dell'obbligo fino all'età di 16 anni. La precedente legge lasciava ai ragazzi, già all'età di 14 anni, la possibilità di scegliere se continuare gli studi o se iscriversi ad un corso professionale. L'obiettivo della nuova normativa è fornire a tutti gli studenti un'istruzione, almeno decennale, da completarsi all'interno delle strutture scolastiche.
Il regolamento inoltre elenca i saperi e le conoscenze comuni che gli alunni del biennio superiore devono acquisire. I vari indirizzi liceali, pur mantenendo le loro caratteristiche, dovranno quindi adeguarsi in modo da garantire l'equivalenza formativa a tutti i ragazzi. Ciò non avverrà attraverso una riforma scolastica, ma saranno le scuole a dover implementare i propri corsi secondo le linee generali dettate dal regolamento.
La realizzazione del nuovo decreto avverrà in maniera graduale. Le scuole infatti avranno tempo fino al primo settembre 2009 per adeguarsi alle nuove direttive. Inoltre, gli studenti avranno ancora la possibilità di iscriversi ai corsi triennali regionali di formazione professionale promossi dalle Regioni e introdotti già con la vecchia normativa.
La riforma coinvolgerà circa 1.7 milioni di studenti e punta a contrastare il fenomeno della dispersione scolastica che, ogni anno, vede 19 mila ragazzi abbandonare gli studi tra il primo ed il secondo anno delle superiori.
25 settembre 2007
Scheda a cura dell'Ufficio Stampa